Miseria e Nobiltà

Commedia in 3 atti

di

Eduardo Scarpetta

Teatro Anfitrione

Via di San Saba, 24 ROMA

 4-6 Febbraio 2011

  

La commedia racconta la storia di Felice Sciosciammocca, squattrinato scrivano che condivide la casa con il figlio Peppiniello, la compagna Luisella, l’amico Pasquale, di professione salassatore, della moglie di lui, Concetta, e della loro figlia Pupella.  

 Al centro della vicenda, insieme alla fame, la miseria: Felice e Pasquale conducono una vita impossibile tra inerzia e malumori e sono costretti a occupare le loro giornate impegnando qualche misero abito o qualche capo di biancheria, avanzato dal corredo o dal vecchio guardaroba.  

Alla porta dei due si presenta, un giorno, don Gioacchino, il padrone di casa, che ormai non vuole più aspettare per avere i soldi di cinque mesi di affitto arretrato. Ne approfitta  così il marchesino Eugenio Favetti. L’uomo è innamorato della bella Gemma, di professione ballerina al San Carlo, ma suo padre, il marchese Ottavio,  si oppone all'unione poiché la ragazza non ha origini nobili.

Al contrario il padre di quest’ultima, il Cavaliere Gaetano Semmolone, un ex cuoco divenuto molto ricco dopo aver ereditato i beni del suo padrone, è felice di acconsentire al fidanzamento: imparentarsi con dei nobili è il suo sogno, ma pretende di conoscere i familiari del giovane.

 Per superare gli ostacoli del caso, il marchesino Eugenio ha un piano: chiedere a Felice, a Pasquale, alla moglie e alla loro figlia di travestirsi e fingere di essere i suoi nobili parenti, in modo da potersi presentare a casa di Gemma e chiederne la mano. La situazione, però, si complica e i colpi di scena non si fanno attendere.

Sarà proprio uno di questi a risolvere tutta la situazione e a far sì che le famiglie di entrambi i giovani benedicano le nozze. Un finale pieno di morale, dunque, dove ovviamente l'amore trionferà.